Anita Semellini

 Di sé dice:

«Ho vissuto la mia infanzia tra galline, campi e nebbie in un paesino al centro della pianura padana.
In casa non mancava mai la musica, i travestimenti per giocare e i colori… e se finivano i fogli iniziavano i muri….

L’arte come utilizzo di materiali è sempre stata il mio canale d’espressione privilegiato, uno spazio per trovare me     stessa, per non soccombere alle emozioni, una chiave per vivere e vedere il mondo da altri punti di vista.

Avevo 11 anni quando l’intera famiglia (mamma, papà e fratellino) si trasferì in città. Non certo in una metropoli ma la  differenza tra l’appoggiare i piedi sull’erba fresca e la plastica di uno zerbino l’abbiamo sentita tutti! Per fortuna l’esigenza di socializzare e di creare legami amicali ha fortemente mitigato la nostalgia per la campagna.

Sono sempre stata legata alla mia terra e alle sue storie e amavo ascoltare i ricordi di nonna Olga, racconti in cui la storia famigliare s’intrecciava con quella con la “S” maiuscola e tratteggiava la figura di un bisnonno “sui generis”: giornalista, uomo creativo e padre affetuoso che compì l’estrema e coraggiosa scelta –all’epoca decisamente contro corrente- di mettere in salvo nei modi più strampalati più di cento ebrei durante l’occupazione nazista. Una piccola grande storia che ha lasciato un segno nella mia crescita, un esempio di libertà, creatività e voglia di vivere pienamente fino alla fine…e oltre!

Ero un’adolescente idealista, piena di parole da leggere e da scrivere. La mente spadroneggiava su tutto (a parte le volte in cui mi mettevo a disegnare) lasciando poco spazio per aprirmi realmente al mondo… poi un giorno incontrai il teatro! Nel teatro (e nello specifico grazie al clown e alle arti circensi) ho svelato me stessa e ho scoperto il corpo! Ho trovato un nuovo modo di esprimermi senza limiti e giudizi ed essere pienamente me stessa.

Da quel giorno la mia strada si è illuminata: ho continuato a ricercare e a trasmettere esperienze nelle quali l’arte è strumento di cambiamento e crescita. Ho una laurea in Scienze dell’Educazione tuttavia devo confessare che non mi sono mai bastati i canoni educativi “tradizionali” e nemmeno quelli puramente “estetici” dell’arte intesa come tecnica: ho sempre cercato di creare e vivere qualcosa di più profondo e umanamente completo.

Definire a parole il mio lavoro non è semplice ma è una sfida che accetto volentieri. Ciò che faccio è simile a ciò che fa l’ostetrica: facilito le persone a scoprire o a riscoprire parti di sé attraverso linguaggi non verbali e la capacità innata del Creare… e alla fine del mio “lavoro” ho la fortuna di condividere il senso di liberazione e gioia che si prova nell’esprimersi con autenticità! Sono una solida cornice in legno e al contempo uno spazio fluido pronto ad accogliere gli imprevisti e a trasformarli in occasioni.
Come una carovana circense ho viaggiato, fatto e disfatto le valigie più e più volte, e aggiungendo ogni volta esperienze, incontri e competenze. Negli ultimi quattro anni questo viaggio mi ha portato a Torino, città magica e poliedrica in cui continuo il mio cammino facilitando bambini e adulti a riscoprire la propria capacità di giocare e creare.»

LAVORA CON ANITA