Il massaggio muscolare consiste nella manipolazione dei tessuti molli del corpo, allo scopo di favorire il rilassamento, ridurre i dolori muscolari e il dolore. Il massaggio agisce allo stesso tempo sul piano psicologico e su quello fisico.

Il paziente a cui viene praticato il massaggio (sia esso riabilitativo o rilassante o sportivo), trae il vantaggio di rilassarsi mentalmente e attenuare gli stati di astenia e ansia – tutti fattori che di per sé possono modificare la percezione del dolore e del disagio.

Il massaggio, agisce migliorando la circolazione sanguigna e linfatica, oltre che la prestazione sportiva, il che comporta automaticamente un maggiore apporto di ossigeno e di altri nutrienti ai tessuti, favorendo il processo di eliminazione delle scorie dei tessuti e delle tossine; rimuove lo stress; induce il rilassamento ed il benessere ed è di grande aiuto per il recupero dell’efficienza neuro muscolare. Il tutto senza effetti collaterali.

Attraverso il massaggio vengono sciolti i cristalli di acido lattico; vengono smosse la linfa in eccesso e le tossine stagnanti nel connettivo; gli elementi stagnanti vengono drenati e avviati agli organi emuntori primari e secondari*; si ripristina il fluire dell’energia nervosa; La cadenza è di un trattamento alla settimana: tale intervallo di tempo è necessario al corpo per elaborare i cambiamenti a livello metabolico e fisiologico.

Generalmente sono sufficienti 3-4 trattamenti per ottenere un risultato apprezzabile; oltre l’intervento può definirsi inefficace.

Nel corso dei trattamenti possono comparire dolori apparentemente nuovi, in realtà più vecchi, segno di progressivo recupero funzionale, a dimostrazione che il massaggio rimuove gradualmente stratificazioni blocchi accumulatisi nel tempo.

* Emuntori primari, costituiti dalla coppia cistifellea/fegato intestino e il rene, i primi due stimolabili in caso di eccesso di residui colloidali, il secondo in caso di acidosi.

Emuntori secondari sono, invece, quelli che intervengono in caso di sovraccarico e affaticamento dei primari.
il polmone, omologo della coppia cistifellea/fegato-intestino,
le ghiandole lacrimali,
le ghiandole salivari,
le ghiandole sebacee,
le ghiandole sudoripare.

In particolare:
ghiandole sudoripare, equivalenti al rene;
ghiandole sebacee, equivalenti ad un secondo fegato;
strato basale che è al di sotto dell’epidermide ed equivale ad un “secondo intestino”.

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